USA: terra di opportunità.. e aumento dei dazi doganali?

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Invariate le procedure sulle spedizioni via mare: prima di salpare verso l’America, non dimentichiamo l’Importer Security Filing!

L’export italiano verso gli Stati Uniti potrebbe subire presto un aumento delle tariffe doganali, in seguito all’annuncio dell’amministrazione Trump di imporre dazi su una serie di prodotti importati dalla Ue per un valore di 11 miliardi di dollari (elenco preliminare)

In base ai dati del 2018 pubblicati sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, gli Stati Uniti rappresentano il terzo paese destinatario delle esportazioni italiane, dopo Germania e Francia.

Le categorie prodotto più esportate negli Stati Uniti dall’Italia sono macchinari e apparecchiature, per quasi 8 miliardi di euro nel 2018, seguiti dai 5,1 miliardi per autoveicoli e rimorchi, i 3,7 miliardi di euro di prodotti farmaceutici e 2,16 miliardi di prodotti alimentari. (Fonte: elaborazioni Ambasciata d’Italia su dati Agenzia ICE di fonte ISTAT)

Nel frattempo le procedure in merito la gestione delle spedizioni rimangono invariate. Facciamo un un breve ripasso?

 

Quali documenti servono per la dogana relativa alle spedizioni via mare verso gli Stati Uniti?

Le spedizioni via mare verso gli Stati Uniti richiedono, esattamente come le spedizioni standard di general cargo verso gli altri paesi EXTRA-CEE, la fattura di vendita della ditta esportatrice, il packing-list (indicante il numero di colli, il peso lordo/netto, voce doganale) e dichiarazione di libera esportazione con firma e timbro (su carta intestata della ditta esportatrice).

Oltre a questi documenti, le spedizioni via mare verso gli USA prevedono la compilazione dell’ISF (Importer Security Filing), detta anche regolamentazione 10+2, secondo cui l’importatore americano deve riportare determinate informazioni alla dogana USA almeno 24 ore prima della partenza nave dal porto di origine.

Per la precisione le informazioni richieste sono :

  • Reale produttore
  • Reale venditore
  • Luogo di carico del container
  • Consolidatore
  • Nazione d’origine della merce
  • Prime 6 cifre del codice di classificazione doganale della merce (commodity HTS number)
  • Reale compratore
  • Luogo di destino della merce
  • Importatore registrato
  • Destinatario

“+2” a carico della compagnia marittima:

  • Stivaggio nave
  • Container status message
ISF 10+2

 

Così come gli importatori americani sono responsabili dell’espletamento delle procedure ISF, anche le Compagnie di Navigazione che toccano i porti degli Stati Uniti, infatti, devono informare la dogana statunitense del carico che hanno a bordo, attraverso per esempio la trasmissione dell’AMS (Automated Manifest System).

In definitiva, è importante che l’esportatore italiano fornisca i dettagli per la compilazione dell’ISF nel rispetto dei tempi richiesti: in questo senso è compito dello spedizioniere di fiducia assistere adeguatamente l’esportatore.

 

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