Il trasporto marittimo globale in un “caos cosmico”?

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Gli equilibri stravolti con l’inizio della pandemia: il rapporto 2021 ‘ITALIAN MARITIME ECONOMY’

Il Covid-19 ha condizionato notevolmente gli equilibri del commercio marittimo mondiale.

Secondo il rapporto 2021 ‘ITALIAN MARITIME ECONOMY’, il trasporto marittimo continua a rappresentare il principale “veicolo” dello sviluppo del commercio internazionale: il 90% delle merci viaggia via mare. I trasporti marittimi e la logistica valgono circa il 12% del PIL globale.

Riguardo al trasporto marittimo complessivo si stima per il 2021 un aumento del 4,2% per volumi complessivi maggiori di 12 miliardi di tonnellate, superiori quindi ai livelli pre-Covid-19, e per il 2022 un ulteriore incremento del 3,1%.

Il segmento container, che rappresenta la modalità di trasporto privilegiata del commercio globale di beni, a partire da luglio 2020 con la ripresa della domanda soprattutto da parte dell’Europa e del Nord America, ha registrato una crescita costante che lo ha portato a chiudere il 2020 con una riduzione di appena l’1,1%. Per il 2021 si stima una crescita dell’8,7% e per il 2022 del 4,7%.

In Italia la componente internazionale del trasporto marittimo è sempre rilevante. Nel 2020 il valore degli scambi commerciali via mare dell’Italia è stato pari a oltre 206 mld€, registrando un -17% sul 2019. Nel primo trimestre 2021, l’import export via mare ha registrato un +3%.

 

Photo by Rinson Chory on Unsplash
Photo by Rinson Chory on Unsplash

 

La ridefinizione di alcune supply chain ed il ruolo strategico del Mediterraneo

Porti congestionati, super rialzi dei noli, mancanza di container vuoti e blank sailing (rotte cancellate) sono stati i grandi fenomeni che hanno impattato sugli equilibri del traffico marittimo, specie sulle rotte Far East-Mediterraneo e Far-East USA.

I noli hanno raggiunto livelli record sulle principali rotte e non mostrano ancora segni di rallentamento; si stima saranno alti nel 2021 con un +22,6% e un riassestamento pari al -9,4% nel 2022.

Questi fattori hanno favorito un sensibile aumento del trasporto ferroviario sulla via Cina-Europa e viceversa. Nel primo trimestre 2021, il numero di treni merci ha toccato il record di 3.345 convogli, in aumento del 79% sullo stesso periodo del 2020.

La parziale interruzione delle attività del terminal di Yantian a Shenzhen e soprattutto l’episodio della mega-nave portacontainer Ever Given incagliata nel Canale di Suez (che ha paralizzato per quasi una settimana il traffico navale) hanno mostrato con chiarezza la vulnerabilità delle dinamiche del commercio internazionale ed i punti deboli delle catene di fornitura globali.

 

MarineTraffic map showing buildup of ships outside Yantian
MarineTraffic map showing buildup of ships outside Yantian 01/06/2021

 

Questo, ma anche lo sviluppo e l’attuazione continui di accordi commerciali regionali (ad esempio NAFTA, RCEP e AfCFTA) e le tensioni commerciali in corso tra le principali economie potrebbero contribuire ai cambiamenti nei modelli di produzione delle catene del valore globali, fornendo ulteriore impulso alle tendenze di reshoring e nearshoring.

La ridefinizione di alcune supply chain su scala regionale riporterà in Europa alcune filiere (l’esperienza di Giochi Preziosi) e ciò potrà favorire ulteriormente la crescita del trasporto marittimo a corto raggio per il quale il Mediterraneo ha già una posizione di leadership in ambito europeo.

 

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